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Santa Fiora is a small and charming medieval village in the Mount Amiata, where stone walls, alleys, small churches and original buildings have been well preserved.
Here you can see the old seat of local government called Palazzo Sforza Cesarini, the medieval clock tower (“Torre dell’Orologio”), the Parish of St. Flora and St. Lucilla, the most important and famous of the town’s monuments.
The town, historically the domain of the counts Aldobrandeschi, in the 13th century became one of the most important centers of Southern Tuscany and fulcrum of the Ghibelline Siena Government resistance. With the end of the Aldobrandeschi the domain passed to the Sforza family of Milan until it was purchased in 1632 by Ferdinando II de ' Medici. Santa Fiora experienced a great development between the 19th and 20th centuries, when it became an important mining Center for extraction of cinnabar.
The historic center is divided into three districts, the oldest part is the District of Castle where its medieval square dominate the fortifications built by the Aldobrandeschi, the square tower and the clock tower. Also in the square the Palazzo Sforza in Renaissance style of the 16th century and today the Town Hall. Also worth visiting the Pieve delle Sante Flora e Lucilla inside houses the famous renaissance glazed terracotta of Andrea della Robbia.
In the district of Montecatino, a symbol of the whole village is the Peschiera di Santa Fiora, suggestive park-garden of Sfrorza counts where you gather the waters of the river Fiora.
Santa Fiora, a charming mediaeval village on Mount Amiata in Tuscany, lies rather off the beaten track and is set on high above the valley where the river Fiora winds its way down to the coast some fifty miles away.
The village itself tumbles, metaphorically speaking, down a steep cliff to a picturesque fishpond, La Peschiera , and the church of the Madonna delle Nevi.
The history of Santa Fiora includes such austere names as the Aldobrandini ( Mount Amiata was theirs in the 13th and 14th century) and the Sforza family.
The upper part of the village includes the main square, the Aldobrandini castle with its truncated tower and the Sforza Cesarini palace (now the town hall).
Via Carolina , a narrow street once lined with craftsmen's shops, leads down from the main square to a church, La Pieve , which contains some beautiful Della Robbia terracotta bas-reliefs; from there it continues down past the impressive church of St Augustine to the miniature church of La Madonna delle Nevi and the adjacent fishpond.
A charming ceramic bas-relief of the Della Robbia school adorns the façade of the church.
To visit in Santa Fiora:
The church of "Sante Flora e Lucilla" in the old town
The famous Terracotte Robbiane of the old town
The "Peschiera" that is surrounded by a botanical garden
The old town "borgo".
Santa Fiora è un comune italiano, facente parte dei borghi più belli d'Italia della provincia di Grosseto in Toscana.
Il territorio comunale si estende per quasi 63 km² nell'area del Monte Amiata, sviluppandosi tra quote collinari e montuose. Confina a nord con il comune di Castel del Piano, a est con i comuni di Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio in provincia di Siena, a sud-est con il comune di Castell'Azzara, a sud con il comune di Semproniano, a sud-ovest con il comune di Roccalbegna e a nord-ovest con il comune di Arcidosso.
Per le elevate qualità turistiche, ambientali e storico-culturali dal 2015 è stata riconosciuta al Comune di Santa Fiora la Bandiera Arancione del Touring Club italiano.
Santa Flora, martire a Roma con la compagna Lucilla, è all’origine del fiume Fiora e del borgo. Già nel IX secolo compare il toponimo di Santa Fiora in una pergamena del 27 giugno 833, riportata da P.Presutti nel suo inventario del 1876 dei documenti dell’archivio Sforza-Cesarini… “in cui viene stabilita una enfiteusi pel monastero del Monte Amiata nello Stato di S.Fiora”. Un altro documento datato 890, di controversa interpretazione – registra lo stesso toponimo “terra Sancte Flore” tra i confini di alcuni possedimenti dell’Abbazia di San Salvatore.
Situato nel versante meridionale del Monte Amiata e circondato da castagni, l’esteso centro storico di Santa Fiora si sviluppa su un colle di trachite ed è diviso in tre terzieri: Castello, Borgo, Montecatino, digradanti in successione dai castagni alle sorgenti del fiume Fiora.
Terziere di Castello
La visita inizia dal terziere di Castello, la parte più antica del paese. La sua originale piazza medievale è dominata dai resti delle strutture fortificate aldobrandesche (la torre, i basamenti a scarpa, la torretta dell’orologio) e dal Palazzo dei conti Sforza Cesarini (secolo XVI), oggi adibito a sede comunale, costruito in ampliamento dell’originaria Rocca aldobrandesca, che contiene un grande stemma ligneo dorato della famiglia Sforza e mirabili affreschi della scuola del Cavalier d’Arpino raffiguranti le allegorie de Le ore del giorno e de Le quattro stagioni, unico esempio di pittura profana del 1500 nell’area amiatina. Nei fondi del Palazzo si trova il Museo delle miniere di mercurio del Monte Amiata, che testimonia la storia delle miniere e il lavoro dei minatori con un allestimento che ripropone la discesa in miniera.
Si prosegue quindi per la Piazza del Suffragio (qui appoggiate alle pareti si innalzano grandi croci utilizzate per la solenne processione del 3 maggio), passando poi per Piazza dell’Olmo e Piazza San Michele, dominata da una rappresentazione in peperino del santo che calpesta il demonio (secolo XVII), a tutto tondo e a grandezza naturale. Si giunge così alla Pieve delle Sante Flora e Lucilla, che ospita una delle maggiori collezioni al mondo di “robbiane” (terracotte invetriate di Luca e Andrea Della Robbia).
Terziere di Borgo
Da piazza dell’Arcipretura attraverso la porta medievale detta Porticciola (che chiudeva a sud le mura del terziere del Castello) si entra nel terziere di Borgo.
Prima di scendere conviene soffermarsi un attimo ad osservare il paesaggio che si offre alla vista da un parapetto posto subito dopo la porta, sulla sinistra.
Ci appare la vallata del Fiora, il Monte Calvo (sulla sinistra) e, a destra, il Monte Labbro e la zona dei Poggi La Bella.
Terziere di Montecatino
Passando porta San Michele si giunge nel terziere di Montecatino, la parte più nuova della parte vecchia. Qui un tempo, favorite dall’abbondanza delle acque (che rappresentavano la fonte energetica), fiorirono diverse manifatture.
Fuori del centro storico
Sono possibili numerose escursioni nei dintorni di Santa Fiora e nelle sue frazioni, come ad esempio i percorsi naturalistici lungo il Monte Amiata (la più grande faggeta d’Europa) o dalla centrale geotermica di Bagnore 4 (l’ultima realizzata e la più moderna al mondo) fino alla Galleria delle Sorgenti del Fiora, oppure ancora il Percorso delle fonti di Selva, che passa anche vicino al convento della SS. Trinità.
Get insights and insider tips What to see best hidden gems in italy.
Vacation in Santa Fiora (Grosseto) Ideas travel tips for your next holiday in Santa Fiora (Grosseto) sights in Santa Fiora (Grosseto)
Siti selezionati per scoprire Santa Fiora (Grosseto) Cosa vedere a Santa Fiora (Grosseto) Siti turistici per Santa Fiora (Grosseto) informazioni turistiche
https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Fiora
https://borghipiubelliditalia.it/borgo/santa-fiora/
https://www.comune.santafiora.gr.it/
https://www.itstuscany.com/en/santa-fiora/
http://www.monte-amiata.eu/english/amiata_culture_villages_santa_fiora.asp
Condizioni Meteo a Santa Fiora (Grosseto) - Weather Conditions Local Weather Forecasts in Santa Fiora (Grosseto)
https://www.ilmeteo.it/meteo/Santa+Fiora
Where to stay in Santa Fiora (Grosseto)? - Dove soggiornare a Santa Fiora (Grosseto)? - ¿Dónde alojarse Santa Fiora (Grosseto)?
Hotels Santa Fiora (Grosseto) online booking reservations by Booking.com & Welcometuscany.it
Luoghi del gusto a Santa Fiora (Grosseto) ristoranti osterie trattorie e locali tipici a Santa Fiora (Grosseto) dove mangiare a Santa Fiora (Grosseto)
Places of taste in Santa Fiora (Grosseto) restaurants in Santa Fiora (Grosseto) where to eat in Santa Fiora (Grosseto)
https://www.virgilio.it/italia/santa-fiora/cat/RISTORANTI_TRATTORIE_ED_OSTERIE.html
https://www.viamichelin.it/web/Ristoranti/Ristoranti-Santa_Fiora-52100-Arezzo-Italia
https://www.virgilio.it/italia/santa-fiora/cat/bar-e-caffe_/prodotti-tipici.html
Ricette regionali Maremmani Santa Fiora (Grosseto) cucina tradizionale Santa Fiora (Grosseto) piatti tipici Maremma Santa Fiora (Grosseto) prodotti tipici maremmani Santa Fiora (Grosseto) cucina maremmana Santa Fiora (Grosseto)
cuisine the recipes the typical dishes of Santa Fiora (Grosseto) cuisine recipes of Santa Fiora (Grosseto) traditional cuisine Santa Fiora (Grosseto) typical gastronomic specialty in Santa Fiora (Grosseto) typical food in Santa Fiora (Grosseto)
La cucina Maremmana è fortemente caratterizzata dalle sue origini semplici e frugali. Il rapporto diretto e costante con la terra ed il mare ha dato vita ad una tavola semplice ma allo stesso tempo saporita e genuina. Tra i piatti tipici e tradizionali occupano un posto di primissimo piano le zuppe di verdure, le zuppe di pesce e le pietanze a base di cacciagione ed in particolare di cinghiale.
Tra i prodotti tipici della Maremma, spiccano i vini, l'olio, i formaggi, salumi, castagne, funghi e tartufi. Potrete degustarli sia nelle aziende produttrici, che nei tanti ristoranti tipici oppure, in modo più pittoresco, nelle numerose sagre che vengono organizzate nei borghi maremmani in tutti i periodi dell'anno.
Traditions and typical products in Santa Fiora medieval village
Among the products of the area include the Amiata IGP brown chestnut with which it is prepared also an excellent polenta with chestnut and the seggianese olive oil DOP, one of the few varieties of olive trees to withstand harsh temperatures the winter Monte Amiata.
In July the country comes alive with the traditional Palio delle Sante Flora e Lucilla, archery tournament and blast from the past with the historical parade in medieval costumes, flag wavers and drummers.
https://www.tuttomaremma.com/gastronomia.htm
https://www.turismo.it/italia/scheda/grosseto/cucina/
http://www.movingitalia.it/santafiora/prodotti-tipici-locali.html
Piatti tipici a Grosseto Maremma
La cucina della Maremma è semplice ma dai sapori molto saporiti e genuini basati prevalentemente su tradizioni contadine.
Tra i piatti di pasta, uno dei più popolari sono i tortelli maremmani ripieni di ricotta e spinaci conditi con pomodoro o tartufo; un altro piatto famoso è la bottarga di Orbetello, con uova di muggine o tonno che vengono essiccati e poi grattugiati sulla pasta o sulle bruschette.
Ci sono molte zuppe tra cui la più famosa è la zuppa di ricotta, cucinata con spinaci e ricotta.
Tre sono i tipi di carne più cucinati in Maremma: il cinghiale, l'agnello e, naturalmente, le carni bovine.
Il pesce, sia esso di mare o di laguna, è ripresentato in numerose ricette, alla griglia, al forno o in minestre. Un piatto tipico è lo Scavecio, composto dal cosiddetto pesce povero, perché pieno di spine e non molto vendibile.
Il pesce viene marinato per ammorbidirlo e renderlo più appetitoso.
Vi è anche il delizioso baccalà alla Maremmana, i dolci della Maremma sono i tipici "poveri dolci" a base semplice, sempre a disposizione gli ingredienti, come frutta secca, miele e uova.
https://www.turismo.it/italia/scheda/grosseto/cucina/
I formaggi, i salumi, le coltivazioni, i vini toscani prodotti in queste terre, concorrono a creare un panorama culinario che sa farsi apprezzare anche fuori regione. I prodotti tipici maremmani sono un mercato in continua crescita, per la loro genuinità e per la qualità con la quale si distinguono pur nell’esteso panorama enogastronomico nazionale.
Antipasti maremmani
Se vi state chiedendo cosa mangiare in Maremma sappiate che c’è davvero l’imbarazzo della scelta, anche tra i piatti tipici di Grosseto e della provincia, a cominciare dagli antipasti.
Gli antipasti maremmani si rifanno soprattutto alla tradizione contadina e alla produzione di salumi e formaggi locali davvero deliziosi.
Si comincia con i taglieri di formaggi caprini, ovini e di mucca, che non possono mancare sulle tavole toscane. Tra questi il formaggio di Fossa, il pecorino toscano Dop, lo stracchino e la ricotta.
Lo stracchino è un ingrediente fondamentale dei crostini con salsiccia cotti al forno, veloci da preparare e molto gustosi. Lo stracchino rende la carne di maiale spalmabile, tanto da creare qualcosa di molto veloce, ideale anche per un secondo.
Negli antipasti tipici maremmani non mancherà mai la bottarga di Orbetello, ottenuta dalla lavorazione ed essiccazione delle uova di cefalo.
Si usa condirla con olio extravergine di oliva, limone e pepe, in modo semplice ma molto gratificante per il palato. In alternativa la bottarga viene usata anche come condimento per la pasta.
Un antipasto molto apprezzato soprattutto d’estate è la panzanella maremmana, preparata con pane raffermo, olio, sale, pomodori, basilico. Una preparazione semplice, da molti usata anche come piatto unico e leggero.
Il polpo ubriaco è un altro antipasto molto apprezzato, specie nei pranzi e nelle cene a base di pesce. Si taglia a pezzi e si cuoce nel vino rosso, aromatizzandolo con aglio, peperoncino, alloro, per poi essere adagiato su crostini di pane caldo, strofinati con lo stesso aglio.
I primi piatti maremmani si contraddistinguono per essere quasi tutti a base di pasta all’uovo fatta in casa.
Pappardelle, tagliatelle, tortelli, maltagliati, ravioli, sono i nomi che più frequentemente si sentono quando si parla di pietanze tipiche toscane.
Si comincia con i tortelli maremmani, che hanno un ripieno di spinaci e ricotta di pecora, che arriva direttamente dai caseifici locali.
Il condimento è, come spesso accade, a base di carne macinata di maiale oppure di vitello.
Per i palati più esigenti non manca il sugo al cinghiale, una delle preparazioni più apprezzate della Maremma toscana.
Un piatto curioso è quello dei Ciaffagnoni o Crèpes di Manciano, che vengono condite con sugo o, in alternativa, con il condimento in bianco, fatto di pecorino e lardo.
Molto ricercato è anche un primo piatto come gli gnocchi di pane al cinghiale.
I primi piatti maremmani includono anche le famose pappardelle alla lepre, con un sugo leggero, ma molto accattivante.
I secondi piatti maremmani sono sia a base di carne che di pesce e, tra questi, molti prevedono la carne di cinghiale.
Il Cinghiale alla cacciatora, quello alla maremmana e quello stufato sono alcuni esempi.
In tutti e 3 i secondi piatti si tratta di una cottura al sugo di pomodoro, per rendere la carne più tenera.
Molto gustoso è il buglione di agnello (riconducibile, in parte, all’agnello in umido), con la carne bianca cotta in un tegame e sfumata con vino bianco.
Un secondo piatto a base di carne, ma lasciato in bianco, è il capriolo alla palma, che viene fatto marinare per una notte intera negli odori, quindi sfumato con aceto bianco e lasciato cuocere con l’aggiunta di olive nere.
Per quanto riguarda i secondi piatti maremmani a base di pesce non si può non menzionare lo scaveccio, un piatto con anguille impanate e fritte, estremamente deliziose.
L’anguilla è l’ingrediente base anche per alcuni dei secondi piatti maremmani più apprezzati della tradizione. Si tratta dell’anguilla dorata e dell’anguilla sfumata.
La prima è ripassata nell’uovo, poi nel pan grattato e fritta, per cui assume una colorazione caratteristica, mentre quella sfumata è preparata con una marinatura a base di un condimento detto “pimento”.
Il baccalà alla maremmana è un altro piatto della tradizione che si è diffuso anche in altre regioni e che tiene banco nei giorni di festa, come portata ricercata.
https://www.castigliondellapescaia.com/enogastronomia/piatti-tipici/
Here you can see the old seat of local government called Palazzo Sforza Cesarini, the medieval clock tower (“Torre dell’Orologio”), the Parish of St. Flora and St. Lucilla, the most important and famous of the town’s monuments.
The town, historically the domain of the counts Aldobrandeschi, in the 13th century became one of the most important centers of Southern Tuscany and fulcrum of the Ghibelline Siena Government resistance. With the end of the Aldobrandeschi the domain passed to the Sforza family of Milan until it was purchased in 1632 by Ferdinando II de ' Medici. Santa Fiora experienced a great development between the 19th and 20th centuries, when it became an important mining Center for extraction of cinnabar.
The historic center is divided into three districts, the oldest part is the District of Castle where its medieval square dominate the fortifications built by the Aldobrandeschi, the square tower and the clock tower. Also in the square the Palazzo Sforza in Renaissance style of the 16th century and today the Town Hall. Also worth visiting the Pieve delle Sante Flora e Lucilla inside houses the famous renaissance glazed terracotta of Andrea della Robbia.
In the district of Montecatino, a symbol of the whole village is the Peschiera di Santa Fiora, suggestive park-garden of Sfrorza counts where you gather the waters of the river Fiora.
Santa Fiora, a charming mediaeval village on Mount Amiata in Tuscany, lies rather off the beaten track and is set on high above the valley where the river Fiora winds its way down to the coast some fifty miles away.
The village itself tumbles, metaphorically speaking, down a steep cliff to a picturesque fishpond, La Peschiera , and the church of the Madonna delle Nevi.
The history of Santa Fiora includes such austere names as the Aldobrandini ( Mount Amiata was theirs in the 13th and 14th century) and the Sforza family.
The upper part of the village includes the main square, the Aldobrandini castle with its truncated tower and the Sforza Cesarini palace (now the town hall).
Via Carolina , a narrow street once lined with craftsmen's shops, leads down from the main square to a church, La Pieve , which contains some beautiful Della Robbia terracotta bas-reliefs; from there it continues down past the impressive church of St Augustine to the miniature church of La Madonna delle Nevi and the adjacent fishpond.
A charming ceramic bas-relief of the Della Robbia school adorns the façade of the church.
To visit in Santa Fiora:
The church of "Sante Flora e Lucilla" in the old town
The famous Terracotte Robbiane of the old town
The "Peschiera" that is surrounded by a botanical garden
The old town "borgo".
Santa Fiora è un comune italiano, facente parte dei borghi più belli d'Italia della provincia di Grosseto in Toscana.
Il territorio comunale si estende per quasi 63 km² nell'area del Monte Amiata, sviluppandosi tra quote collinari e montuose. Confina a nord con il comune di Castel del Piano, a est con i comuni di Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio in provincia di Siena, a sud-est con il comune di Castell'Azzara, a sud con il comune di Semproniano, a sud-ovest con il comune di Roccalbegna e a nord-ovest con il comune di Arcidosso.
Per le elevate qualità turistiche, ambientali e storico-culturali dal 2015 è stata riconosciuta al Comune di Santa Fiora la Bandiera Arancione del Touring Club italiano.
Santa Flora, martire a Roma con la compagna Lucilla, è all’origine del fiume Fiora e del borgo. Già nel IX secolo compare il toponimo di Santa Fiora in una pergamena del 27 giugno 833, riportata da P.Presutti nel suo inventario del 1876 dei documenti dell’archivio Sforza-Cesarini… “in cui viene stabilita una enfiteusi pel monastero del Monte Amiata nello Stato di S.Fiora”. Un altro documento datato 890, di controversa interpretazione – registra lo stesso toponimo “terra Sancte Flore” tra i confini di alcuni possedimenti dell’Abbazia di San Salvatore.
Situato nel versante meridionale del Monte Amiata e circondato da castagni, l’esteso centro storico di Santa Fiora si sviluppa su un colle di trachite ed è diviso in tre terzieri: Castello, Borgo, Montecatino, digradanti in successione dai castagni alle sorgenti del fiume Fiora.
Terziere di Castello
La visita inizia dal terziere di Castello, la parte più antica del paese. La sua originale piazza medievale è dominata dai resti delle strutture fortificate aldobrandesche (la torre, i basamenti a scarpa, la torretta dell’orologio) e dal Palazzo dei conti Sforza Cesarini (secolo XVI), oggi adibito a sede comunale, costruito in ampliamento dell’originaria Rocca aldobrandesca, che contiene un grande stemma ligneo dorato della famiglia Sforza e mirabili affreschi della scuola del Cavalier d’Arpino raffiguranti le allegorie de Le ore del giorno e de Le quattro stagioni, unico esempio di pittura profana del 1500 nell’area amiatina. Nei fondi del Palazzo si trova il Museo delle miniere di mercurio del Monte Amiata, che testimonia la storia delle miniere e il lavoro dei minatori con un allestimento che ripropone la discesa in miniera.
Si prosegue quindi per la Piazza del Suffragio (qui appoggiate alle pareti si innalzano grandi croci utilizzate per la solenne processione del 3 maggio), passando poi per Piazza dell’Olmo e Piazza San Michele, dominata da una rappresentazione in peperino del santo che calpesta il demonio (secolo XVII), a tutto tondo e a grandezza naturale. Si giunge così alla Pieve delle Sante Flora e Lucilla, che ospita una delle maggiori collezioni al mondo di “robbiane” (terracotte invetriate di Luca e Andrea Della Robbia).
Terziere di Borgo
Da piazza dell’Arcipretura attraverso la porta medievale detta Porticciola (che chiudeva a sud le mura del terziere del Castello) si entra nel terziere di Borgo.
Prima di scendere conviene soffermarsi un attimo ad osservare il paesaggio che si offre alla vista da un parapetto posto subito dopo la porta, sulla sinistra.
Ci appare la vallata del Fiora, il Monte Calvo (sulla sinistra) e, a destra, il Monte Labbro e la zona dei Poggi La Bella.
Terziere di Montecatino
Passando porta San Michele si giunge nel terziere di Montecatino, la parte più nuova della parte vecchia. Qui un tempo, favorite dall’abbondanza delle acque (che rappresentavano la fonte energetica), fiorirono diverse manifatture.
Fuori del centro storico
Sono possibili numerose escursioni nei dintorni di Santa Fiora e nelle sue frazioni, come ad esempio i percorsi naturalistici lungo il Monte Amiata (la più grande faggeta d’Europa) o dalla centrale geotermica di Bagnore 4 (l’ultima realizzata e la più moderna al mondo) fino alla Galleria delle Sorgenti del Fiora, oppure ancora il Percorso delle fonti di Selva, che passa anche vicino al convento della SS. Trinità.
Get insights and insider tips What to see best hidden gems in italy.
Vacation in Santa Fiora (Grosseto) Ideas travel tips for your next holiday in Santa Fiora (Grosseto) sights in Santa Fiora (Grosseto)
Siti selezionati per scoprire Santa Fiora (Grosseto) Cosa vedere a Santa Fiora (Grosseto) Siti turistici per Santa Fiora (Grosseto) informazioni turistiche
https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Fiora
https://borghipiubelliditalia.it/borgo/santa-fiora/
https://www.comune.santafiora.gr.it/
https://www.itstuscany.com/en/santa-fiora/
http://www.monte-amiata.eu/english/amiata_culture_villages_santa_fiora.asp
Condizioni Meteo a Santa Fiora (Grosseto) - Weather Conditions Local Weather Forecasts in Santa Fiora (Grosseto)
https://www.ilmeteo.it/meteo/Santa+Fiora
Where to stay in Santa Fiora (Grosseto)? - Dove soggiornare a Santa Fiora (Grosseto)? - ¿Dónde alojarse Santa Fiora (Grosseto)?
Hotels Santa Fiora (Grosseto) online booking reservations by Booking.com & Welcometuscany.it
Luoghi del gusto a Santa Fiora (Grosseto) ristoranti osterie trattorie e locali tipici a Santa Fiora (Grosseto) dove mangiare a Santa Fiora (Grosseto)
Places of taste in Santa Fiora (Grosseto) restaurants in Santa Fiora (Grosseto) where to eat in Santa Fiora (Grosseto)
https://www.virgilio.it/italia/santa-fiora/cat/RISTORANTI_TRATTORIE_ED_OSTERIE.html
https://www.viamichelin.it/web/Ristoranti/Ristoranti-Santa_Fiora-52100-Arezzo-Italia
https://www.virgilio.it/italia/santa-fiora/cat/bar-e-caffe_/prodotti-tipici.html
Ricette regionali Maremmani Santa Fiora (Grosseto) cucina tradizionale Santa Fiora (Grosseto) piatti tipici Maremma Santa Fiora (Grosseto) prodotti tipici maremmani Santa Fiora (Grosseto) cucina maremmana Santa Fiora (Grosseto)
cuisine the recipes the typical dishes of Santa Fiora (Grosseto) cuisine recipes of Santa Fiora (Grosseto) traditional cuisine Santa Fiora (Grosseto) typical gastronomic specialty in Santa Fiora (Grosseto) typical food in Santa Fiora (Grosseto)
La cucina Maremmana è fortemente caratterizzata dalle sue origini semplici e frugali. Il rapporto diretto e costante con la terra ed il mare ha dato vita ad una tavola semplice ma allo stesso tempo saporita e genuina. Tra i piatti tipici e tradizionali occupano un posto di primissimo piano le zuppe di verdure, le zuppe di pesce e le pietanze a base di cacciagione ed in particolare di cinghiale.
Tra i prodotti tipici della Maremma, spiccano i vini, l'olio, i formaggi, salumi, castagne, funghi e tartufi. Potrete degustarli sia nelle aziende produttrici, che nei tanti ristoranti tipici oppure, in modo più pittoresco, nelle numerose sagre che vengono organizzate nei borghi maremmani in tutti i periodi dell'anno.
Traditions and typical products in Santa Fiora medieval village
Among the products of the area include the Amiata IGP brown chestnut with which it is prepared also an excellent polenta with chestnut and the seggianese olive oil DOP, one of the few varieties of olive trees to withstand harsh temperatures the winter Monte Amiata.
In July the country comes alive with the traditional Palio delle Sante Flora e Lucilla, archery tournament and blast from the past with the historical parade in medieval costumes, flag wavers and drummers.
https://www.tuttomaremma.com/gastronomia.htm
https://www.turismo.it/italia/scheda/grosseto/cucina/
http://www.movingitalia.it/santafiora/prodotti-tipici-locali.html
Piatti tipici a Grosseto Maremma
La cucina della Maremma è semplice ma dai sapori molto saporiti e genuini basati prevalentemente su tradizioni contadine.
Tra i piatti di pasta, uno dei più popolari sono i tortelli maremmani ripieni di ricotta e spinaci conditi con pomodoro o tartufo; un altro piatto famoso è la bottarga di Orbetello, con uova di muggine o tonno che vengono essiccati e poi grattugiati sulla pasta o sulle bruschette.
Ci sono molte zuppe tra cui la più famosa è la zuppa di ricotta, cucinata con spinaci e ricotta.
Tre sono i tipi di carne più cucinati in Maremma: il cinghiale, l'agnello e, naturalmente, le carni bovine.
Il pesce, sia esso di mare o di laguna, è ripresentato in numerose ricette, alla griglia, al forno o in minestre. Un piatto tipico è lo Scavecio, composto dal cosiddetto pesce povero, perché pieno di spine e non molto vendibile.
Il pesce viene marinato per ammorbidirlo e renderlo più appetitoso.
Vi è anche il delizioso baccalà alla Maremmana, i dolci della Maremma sono i tipici "poveri dolci" a base semplice, sempre a disposizione gli ingredienti, come frutta secca, miele e uova.
https://www.turismo.it/italia/scheda/grosseto/cucina/
I formaggi, i salumi, le coltivazioni, i vini toscani prodotti in queste terre, concorrono a creare un panorama culinario che sa farsi apprezzare anche fuori regione. I prodotti tipici maremmani sono un mercato in continua crescita, per la loro genuinità e per la qualità con la quale si distinguono pur nell’esteso panorama enogastronomico nazionale.
Antipasti maremmani
Se vi state chiedendo cosa mangiare in Maremma sappiate che c’è davvero l’imbarazzo della scelta, anche tra i piatti tipici di Grosseto e della provincia, a cominciare dagli antipasti.
Gli antipasti maremmani si rifanno soprattutto alla tradizione contadina e alla produzione di salumi e formaggi locali davvero deliziosi.
Si comincia con i taglieri di formaggi caprini, ovini e di mucca, che non possono mancare sulle tavole toscane. Tra questi il formaggio di Fossa, il pecorino toscano Dop, lo stracchino e la ricotta.
Lo stracchino è un ingrediente fondamentale dei crostini con salsiccia cotti al forno, veloci da preparare e molto gustosi. Lo stracchino rende la carne di maiale spalmabile, tanto da creare qualcosa di molto veloce, ideale anche per un secondo.
Negli antipasti tipici maremmani non mancherà mai la bottarga di Orbetello, ottenuta dalla lavorazione ed essiccazione delle uova di cefalo.
Si usa condirla con olio extravergine di oliva, limone e pepe, in modo semplice ma molto gratificante per il palato. In alternativa la bottarga viene usata anche come condimento per la pasta.
Un antipasto molto apprezzato soprattutto d’estate è la panzanella maremmana, preparata con pane raffermo, olio, sale, pomodori, basilico. Una preparazione semplice, da molti usata anche come piatto unico e leggero.
Il polpo ubriaco è un altro antipasto molto apprezzato, specie nei pranzi e nelle cene a base di pesce. Si taglia a pezzi e si cuoce nel vino rosso, aromatizzandolo con aglio, peperoncino, alloro, per poi essere adagiato su crostini di pane caldo, strofinati con lo stesso aglio.
I primi piatti maremmani si contraddistinguono per essere quasi tutti a base di pasta all’uovo fatta in casa.
Pappardelle, tagliatelle, tortelli, maltagliati, ravioli, sono i nomi che più frequentemente si sentono quando si parla di pietanze tipiche toscane.
Si comincia con i tortelli maremmani, che hanno un ripieno di spinaci e ricotta di pecora, che arriva direttamente dai caseifici locali.
Il condimento è, come spesso accade, a base di carne macinata di maiale oppure di vitello.
Per i palati più esigenti non manca il sugo al cinghiale, una delle preparazioni più apprezzate della Maremma toscana.
Un piatto curioso è quello dei Ciaffagnoni o Crèpes di Manciano, che vengono condite con sugo o, in alternativa, con il condimento in bianco, fatto di pecorino e lardo.
Molto ricercato è anche un primo piatto come gli gnocchi di pane al cinghiale.
I primi piatti maremmani includono anche le famose pappardelle alla lepre, con un sugo leggero, ma molto accattivante.
I secondi piatti maremmani sono sia a base di carne che di pesce e, tra questi, molti prevedono la carne di cinghiale.
Il Cinghiale alla cacciatora, quello alla maremmana e quello stufato sono alcuni esempi.
In tutti e 3 i secondi piatti si tratta di una cottura al sugo di pomodoro, per rendere la carne più tenera.
Molto gustoso è il buglione di agnello (riconducibile, in parte, all’agnello in umido), con la carne bianca cotta in un tegame e sfumata con vino bianco.
Un secondo piatto a base di carne, ma lasciato in bianco, è il capriolo alla palma, che viene fatto marinare per una notte intera negli odori, quindi sfumato con aceto bianco e lasciato cuocere con l’aggiunta di olive nere.
Per quanto riguarda i secondi piatti maremmani a base di pesce non si può non menzionare lo scaveccio, un piatto con anguille impanate e fritte, estremamente deliziose.
L’anguilla è l’ingrediente base anche per alcuni dei secondi piatti maremmani più apprezzati della tradizione. Si tratta dell’anguilla dorata e dell’anguilla sfumata.
La prima è ripassata nell’uovo, poi nel pan grattato e fritta, per cui assume una colorazione caratteristica, mentre quella sfumata è preparata con una marinatura a base di un condimento detto “pimento”.
Il baccalà alla maremmana è un altro piatto della tradizione che si è diffuso anche in altre regioni e che tiene banco nei giorni di festa, come portata ricercata.
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